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SILVER RUGGERI

Le Mie Radici
Sono Silvestro Ruggeri, conosciuto come Silver. Nato in Sicilia nel 1979, ho coltivato una devozione costante per le arti visive, formandomi come artista autodidatta. Il mio percorso trae ispirazione dai pittori e dai saggisti del passato, le cui opere hanno plasmato profondamente il mio metodo artistico.
Il Mio Percorso
Il mio lavoro si nutre del contrasto tra una forma mentis razionale — plasmata dagli studi tecnici — e una creatività fervida. Questa dualità mi spinge a sperimentare costantemente materiali e tecniche, alla ricerca di un equilibrio logico-creativo che dia forma compiuta alle mie idee in opere uniche. Per anni ho coltivato questa passione come un interesse privato, finché non ho deciso di reinventare la mia vita professionale per allinearla a ciò che sono veramente.

Dalla Scrivania al Palcoscenico
La svolta è arrivata con un corso di ‘Set Design con AutoCAD’, che mi ha aperto le porte della produzione teatrale. Ho collaborato con numerose compagnie e laboratori di scenotecnica, espandendo successivamente la mia attività in prestigiosi resort a cinque stelle tra l’Egitto e la Sardegna. In questi contesti, partendo dal disegno tecnico, ho dato vita ad ambienti scenografici immersivi e oggetti di scena funzionali, coordinando spesso team multietnici. Queste esperienze mi hanno insegnato che la scenografia è un linguaggio di narrazione spaziale, dove ogni elemento risponde a una precisa finalità narrativa.
Il Mio Stile
Il mio approccio è radicato in una filosofia di riciclo creativo e riutilizzo. Vedo del potenziale dove altri vedono scarto: la capacità di reimmaginare materiali dismessi per dar loro nuova vita è, per me, sia un impegno ecologico che una necessità creativa. Questa metodologia definisce tutto il mio lavoro: dalle scenografie teatrali alle opere d’arte su commissione. Oggi opero come artista freelance, realizzando opere che riflettono una visione integrata di artigianato, collaborazione e creatività consapevole. Lascio che siano le immagini a parlare: portano con sé le storie dei materiali, delle mani e degli spazi in cui l’arte prende forma.




